Allenamento e prevenzione del cancro

Argomento della 434° puntata

L’attività fisica ha numerosi e sterminati benefici, tra questi la capacità di ridurre in modo significativo il rischio di numerose forme tumorali, in primis il cancro del colon e della mammella, ma si rivela utile anche nel coadiuvare il trattamento terapeutico quando purtroppo si è vittime del cancro.

La prognosi di chi resta attivo è mediamente migliore rispetto ai pazienti sedentari, e ora la ricerca condotta in Svezia nel dipartimento di biologia cellulare ci aiuta a comprenderne meglio i meccanismi, soprattutto quelli incentrati sul rafforzamento del sistema immunitario grazie all’attività fisica. Negli studi in laboratorio hanno verificato come questo si ripercuota col processo di crescita del cancro stesso individuando nelle cellule T citotossiche la probabile risposta.

I linfociti T, senza entrare troppo nello specifico, sono una delle linee di difesa del nostro sistema immunitario, sono una delle diverse tipologie di linfociti di cui disponiamo, che maturano a livello del Timo (per questo sono chiamati T) e in particolare quelli citotossici sono impiegati per eliminare le cellule infettate.

Addirittura nei test di laboratorio il trasferimento di linfociti T citotossici da cavie allenate a cavie sedentarie affette da cancro, ha migliorato la prognosi di queste ultime.

A incidere direttamente sul metabolismo di queste cellule, è la presenza di alcuni metaboliti che si producono con l’allenamento, ad esempio con i livelli di lattato. Questi dati si aggiungono a quanto già sappiamo ad esempio sul ruolo dell’attività fisica anche come adiuvante di alcune terapie farmacologiche.

D. Ma dato che hai parlato di cavie, ci sono riscontri anche sull’uomo?

Si, certamente, perché nel corso della ricerca è stato verificato come, l’allenamento ad alta intensità anche per soli 30 minuti, genera nell’uomo la presenza dei medesimi metaboliti, che hanno poi le stesse ripercussioni sulle cellule T.

Quindi l’attività fisica non solo conferma il suo ruolo preventivo e di adiuvante, così come il contrasto agli stati di affaticamento cronico determinati da alcuni farmaci, anche con effetti cardiotossici, ma opera come vero e proprio trattamento specifico.

Non da ultimo anche le ripercussioni ormonali che ne derivano, oltre alla riduzione dello stato infiammatorio di basso grado, rendono l’allenamento un’arma di estrema rilevanza contro una patologia che, giustamente, spaventa moltissimo.

__________________________________

Approfondimenti:

Helene Rundqvist, et. al. Cytotoxic T-cells mediate exercise-induced reductions in tumor growth. eLife, 2020