Alimenti, integratori e indice ORAC

Argomento della 333° puntata - 15/05/2018:

Il nostro organismo è costantemente sottoposto all’effetto negativo dello stress ossidativo, quello che viene comunemente definito col termine “radicali liberi”.

I radicali liberi vengono naturalmente prodotti come conseguenza della respirazione, non è quindi possibile impedire che il fenomeno si verifichi. Se è vero che la loro presenza e produzione ha anche alcuni effetti fisiologicamente utili, soprattutto nel contesto del sistema immunitario, è però altrettanto certo che i radicali liberi producono una serie di reazioni avverse.

Possiamo ritenerli la causa dell’invecchiamento organico, e portano certamente a una serie di conseguenze anche particolarmente gravi essendo alla base di processi di ossidazione delle membrane cellulari, della nascita di forme tumorali, l’ossidazione degli acidi grassi e le delezioni mitocondriali, che compromettono anche l’efficienza dei meccanismi connessi con la resistenza muscolare.

Essendo il prodotto del processo respiratorio, quindi connessi con una quota percentuale fissa, diviene evidente come gli sportivi siano fisiologicamente indotti a produrne in numero maggiore.

Il nostro organismo ha sviluppato un sistema in grado di neutralizzare gli effetti dei radicali liberi, ma tale sistema funziona in modo più efficace in presenza di prodotti cosiddetti antiossidanti.

Appartengono al gruppo degli antiossidanti vitamine e sali minerali, come la vitamina C, il selenio, la vitamina A ecc. tutti riccamente presenti in frutta e verdura.

Per essere sicuri di introdurre una quota sufficiente di alimenti, ci si può avvalere dell’indice ORAC, una scala che misura la capacità di un alimento di neutralizzare una certa quota di radicali liberi.

Partendo dal consiglio di introdurre una media di 5000 unità orac, alcuni alimenti consentono con facilità di soddisfare questa richiesta, basti pensare che 100g di radicchio ne contengono circa 3.500, valore analogo ai broccoli. Ancora meglio possono fare i carciofi, con un valore che supera le 6000 unità, ottime fonti sono anche ciliegie, frutti di bosco, melanzane, lattuga, pomodori e molti altri ancora.

Molti sportivi ritengono di dover assumere integratori per compensare una maggiore richiesta di antiossidanti, se in alcuni casi questo può essere vero, occorre tener presente che in genere la maggiore introduzione di cibo è sufficiente a coprire gli aumentati fabbisogni, e che in linea generale l’efficacia antiossidante degli integratori è significativamente inferiore agli alimenti analoghi, poiché composti da una moltitudine di ulteriori elementi che ne aumentano l’effetto.