Alimentazione e aggressività del covid-19

Argomento della 428° puntata - 20 ottobre 2020

Purtroppo l’argomento del COVID continua a essere di attualità, ed è verosimile che continui a farlo anche per i prossimi mesi. Nel nostro piccolo possiamo dare qualche dato relativo alle connessioni tra alimentazione e grado di aggressività del COVID. Nel dettaglio, i dati a oggi disponibili, fanno emergere una correlazione preoccupante tra obesità e rischio di ospedalizzazione in caso di contagio.

Stando ai dati della letteratura, chi possiede un BMI superiore a 30 (ricordiamo che il BMI si calcola dividendo il peso il Kg per la propria statura in metri al quadrato) hanno un rischio di ospedalizzazione in aumentato sino al 113%, con un 74% in più di rischio di terapia intensiva, e un 48% in più di probabilità di morte.

L’obesità è già correlata a una serie di rischi sottostanti per il covid, essendo ad esempio una delle cause principali di ipertensione, diabete e malattie metaboliche, tutte correlate alla gravità nella manifestazione dei sintomi. L’obesità induce a resistenza insulinica e a una condizione infiammatoria costante che rendono difficile la generale reazione alle infezioni. E’ proprio la percentuale di glucosio sierico (la glicemia) che può compromettere le difese immunitarie e quindi il modo in cui il corpo reagisce alle aggressioni. Il grave sovrappeso compromette anche la procedura di intubazione ed aggrava l’ipertensione polmonare.

D. Se l’obesità è un’aggravante per tutte le infezioni lo è quindi anche per la comune influenza?

Si, esattamente. Dato che nelle prossime settimane anche l’influenza stagionale inizierà a farsi sentire gravemente, occorre tener presente che i soggetti in sovrappeso non solo subiscono con maggiore gravità tale situazione, ma è già noto come perfino il vaccino antinfluenzale sia meno efficace su soggetti obesi. Questo apre un ulteriore fronte anche per la disponibilità del vaccino anticovid, ossia il rischio che abbia un riscontro meno significativo su soggetti in sovrappeso.
Se le ragioni già a tutti note non fossero sufficienti, adesso se ne aggiungono altre che dovrebbero suggerire l’importanza di rivedere drasticamente e repentinamente la propria condizione. Poiché un vaccino è certamente un’arma importante ed essenziale, ma non meno importante è adeguare il proprio stile di vita.

L’obesità ha una interferenza diretta con l’incremento di infezioni respiratorie, e la sindrome metabolica (caratterizzata dalla presenza di almeno 3 elementi fra sovrappeso, ipertensione, insulinoresistenza, e valori elevati di trigliceridi e glicemia) è correlata oltre che da sintomi più gravi, anche da una maggiore propensione al contagio degli altri. L’obesità raddoppia la probabilità di essere colpiti dall’influenza.

Ulteriori approfondimenti:

  • Barry M. Popkin et. al.:, Individuals with obesity and COVID‐19: A global perspective on the epidemiology and biological relationships, Obesity review, 2020
  • Kevin M. Curtin, et. al: COVID‐19 and Morbid Obesity: Associations and Consequences for Policy and Practice. World Medical & Health Policy, 2020
  • Metabolic Syndrome and Viral Pathogenesis: Lessons from Influenza and Coronaviruses. Journal of Virology, 2020