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Domanda

non rieco a riavere i miei muscoli!

Ddapi24 settembre 2004 · 06:36Archivio storico
Ciao a tutti!

Vi scrivo per avere qualche informazione in merito alla palestra fatta in modo “natural”.

Il mio messaggio è lungo, se avete voglia di leggerlo, peparateVi (ma mi farebbe piacerebbe lo faceste, se volete aiutarmi dandomi un Vs. parere).

Ora ho ventotto anni (tra poco 29) e vado in palestra regolarmente da quando ne avevo circa 22.

Ho anche giocato a Rugby (dilettante ma cmq svolto in modo “serio” perché il Rugby non si può giocarlo “blandamente” come si gioca da “amatori” il calcio a 11 o il calcetto a 5 …) ed anzi, il Rugby mi ha “preso” molto prima della palestra, a circa 16 anni. Poi, 2 anni fa, un brutto infortunio alla spalla mi ha “stoppato” il Rugby in attesa della inevitabile operazione, visto che la spalla era instabile e mi dava seri problemi di movimento anche nella vita quotidiana. La palestra cmq la ho continuata, ed anzi mi erano stati anche consigliati dal medico ortopedico gli esercizi di panca e le intra-rotazioni della spalla per una maggiore stabilità della stessa. Chiaramente, con la spalla instabile, dovevo stare attento a non fare quei movimenti che causavano fastidio o dolore. Dopo l’operazione (giugno 2003) e la relativa riabilitazione, ho pian piano ricominciato la palestra. Lì c’era un istruttore fisioterapista, molto bravo che mi ha “guidato” fino a quello che entrambi abbiamo identificato nel completo recupero della spalla (anche se con postumi inevitabili). Ciò è successo a Giugno scorso, 1 anno dopo la operazione. Il mese dopo lui ha sospeso il lavoro in palestra, ed io mi sono affidato ad un altro istruttore (al quale ho illustrato la situazione) il quale mi ha fatto una scheda che, dopo 2 settimane, ha causato fastidio e dolore alla spalla. Ho sospeso la palestra, ho inserito il nuoto.

Ora, da inizio Settembre, ho ricominciato (con estrema cautela) la palestra, con serie dalle reps molto elevate (anche 20 o 30) per ricapillarizzare le fibre muscolari ma soprattutto per non causare traumi ed infiammazioni alla spalla che mi bloccherebbero ancora. Per ora sono OK (tocchiamo ferro), la spalla si è dis-infiammata. Se vedo che non mi dà problemi, man mano aumenterò i carichi riducendo le reps (evitando i movimenti più nocivi per la spalla (quelli vs. l’alto e/o Vs. l’esterno) e stando attento a controllare bene i movimenti).

Questo per dirVi la mia “storia”.

Ma arriviamo al punto.

io, a 24 anni, ero arrivato a pesare circa 84 Kg (sono alto circa 1.81 m), quasi tutti di muscolo (ciccia non ne avevo e non ne ho) facendo palestra 3 v/sett x 1h e 30 min ogni volta. Niente bombe, solo Friliver (maltodestrine e pochi amino ramificati), un po’ di creatina e supradyn (vitamine).
Ora peso 75 kg. C’è di buono che sono asciutto. Ma un po’ ho il rimpianto di quel bel tono muscolare. Credo che da totale “sedentario” asciutto peserei circa 72 kg.

Ma la domanda è questa:

- Perché non riesco a ri-metter su muscolo?
Possibili motivi:
- maggiore stress (a 24 anni ero “spensierato”, dormivo 8 ore, non lavoravo mentre ora lavoro full-time, parallelamente studio, dormo 6 ore)
- il non giocare più a Rugby ha “tolto” al mio corpo un forte stimolo
- la spalla mi limita nella intensità degli allenamenti in palestra.

- la finasteride che assumo (e che a 24 anni non assumevo) per contrastare la “pelata” inibisce il testosterone che promuove la crescita muscolare (anche se la mia dose è di 1/5 di quella normalmente usata)
- età ( 24/25 anni sono il TOP fisico x un uomo, magari già 28/29 fanno la differenza, in negativo, sul fisico). Ma sinceramente non credo che la decadenza muscolare sia già a quest’eta, credo cominci vicino ai 40/45 anni, o no?

(Tenete presente anche che, x vari motivi, seppure io sia molto regolare e metodico, non SEMPRE riesco a dare alla palestra le attenzioni di qlc anno fa).

Scusatemi della lungaggine, ma spero di non averVi annoiato.
Per chi ne ha voglia, accetto consigli e critiche (Vi ho scritto per questo motivo….)

Ciao e grazie ancora.

Discussione

29 risposte

#1
Bbifone27 settembre 2004 · 09:09
La mia risposta sarà un po' anticonvenzionale essendo un accanito oppositore del body building, però spero ti faccia fare alcune riflessioni e ti aiuti a considerare il tuo corpo in modo diverso. La prima cosa su cui vorrei farti ragionare è la tua affermazione "senza bombe" seguita dalla lista da quelle che secondo te non sono bombe: solo Friliver (maltodestrine e pochi amino ramificati), un po’ di creatina e supradyn (vitamine). Esistono studi http://www.sportmedicina.com/notizie_importanti.htm , poco divulgati che dimostrano i danni provocati a reni e fegato da aminoacidi ramificati e integratori vitaminici ove non vi sia una necessità patologica. Quindi ricorda che le bombe non sono solo quelle vietate ma anche quelle che le case farmaceutiche spacciano per integratori necessari. Detto questo qualsiasi cinesiologo, fisioterapista, osteopata o quant'altro ti sconsiglierà il potenziamento muscolare in palestra se non a scopo riabilitativo con interventi mirati e soprattutto guidati da un esperto. Per spiegare la cosa in soldoni devi considerare il corpo umano come uno scheletro tenuto in assetto da un insieme di tiranti che sono i muscoli, l'equilibrio di questa struttura è determinato dall'adattamento dei muscoli all'ambiente, nel momento in cui agisci su dei tiranti (muscoli) in modo isolato fornendo uno stimolo non esistente in natura, vai ad alterare l'intera struttura con ripercussioni sulla postura. Il body building ha come obiettivo l'isolamento delle masse muscolari facendo eseguire esercizi assolutamente non posturali. Per spiegare la cosa considera l'esecuzione dei bicipiti sulla panca scott: l'azione muscolare non parte da un assetto posturale in cui è coinvolto l'intero corpo con i muscoli fissatori (addominali, gambe, dorsali, ecc,...) ma viene eseguito quasi esclusivamente a carico di bicipite, deltoide ed avambraccio isolandoli dall'assetto posturale. Il risultato è che inevitabilemnte si saranno creati degli squilibri nel sistema posturale. Tutto questo per dire che i tuoi 75 kg molto probabilmente sono la massa muscolare necessaria ad assolvere le funzioni ambientali attuali. Data la tua giovane età escluderei il fatto che sei entrato in una fase metabolica tale per cui non è possibile incrementare la massa muscolare, probabilmente il fatto di non giocare più a rugby ha in qualche modo influito in modo consistente sullo stimolo organico allo sviluppo della massa. Ricordiamo infatti che la massa muscolare aumenta in proporzione alla quantità di muscoli utilizzati durante lo sforzo. In secondo luogo è possibile che tu abbia modificato le tue abitudini alimentari dando un bilancio in equilibrio al metabolismo per cui non hai "materiale" a sufficienza per incrementare la massa.
#2
MMassimo27 settembre 2004 · 16:27
Che aggiungere? Concordo con Bifone, mi ha tolto le parole dalla tastiera.... ci sarebbero alcune precisazioni da fare ma forse rientrano troppo nello specialistico e comunque non vogliono per nulla sminuire il valore della risposta.
Innanzitutto ci sono alcune scuole di BB che evitano gli esercizi di isolamento (non ho nessun interesse a difenderle poichè anch'io sono abbastanza avverso al BB per molti motivi). Inoltre, sebbene abbia un fondo di verità, il paradigma di lettura del corpo umano tra scheletro e muscoli è da rivedere... in termini meramente epistemologici (so che stavi semplificando). Visto che comunque abbiamo traslato il nodo del discorso, a questo punto chiederei a Dapi, così come lo chiederei a chiunque abbia gli stessi obiettivi: "Perchè vuoi diventare più grosso?"
Cosa non ti soddisfa? L'estetica, la funzionalità, la presenza? Forse, oltre che al valore funzionale di adattamento all'ambiente a cui fa riferimento Bifone, esiste anche un valore più o meno assoluto, di quanta massa deve avere il tuo corpo per stare bene. Forse allontanarsi da quel valore, in una direzione o nell'altra, ti fa perdere qualcosa... anche solo del tempo.

Sono andato fuori tema ok.... ma il corpo è il corpo ed, il corpo, può essere molto di più di quello che, in questo momento, ci sembra.
#3
Bbifone28 settembre 2004 · 08:27
Ciao Massimo, ovviamente è una semplificazione, ma l'immagine rende bene l'idea. Ho dato una sbirciatina al tuo lavoro sul movimento arcaico, interessante, stiamo svolgendo ricerca sullo stesso campo. Approposito ti ricordi la storia del PNF, ho contattato il responsabile dell'istituto di scienza dello sport del coni il quale mi ha dirottato da un neurofisiologo dell'Università di Padova. Risultato?
Ha confermato in toto i miei dubbi: non esistono studi scientifici in letteratura. La sua proposta è di fare uno studio in merito.😉
#4
Ddapi29 settembre 2004 · 23:04
Grazie sincero a Massimo e Bifone!
Ho visto che esiste una sezione del forum apposta x il body building... forse se me ne fossi accorto prima avrei scritto là e (forse ) avrei avuto consigli meno negativi...😉

Ma mi fa cmq piacere che Voi diciate la Vostra... è utile anche quello... uno prima di esser certo che quello che fa è giusto, deve informarsi in modo completo e non solo ascoltando chi sai che ti risponderà dicendoti solo quello che ti vuoi sentir dire... (è un pò contorto, ma spero si capisca il senso) Tra l'altro, tra le righe mi sembra di capire Voi 2 non siate degli "sbarbatelli" ma che abbiate studiato qlc in merito (non so se fisioterapia, medicina o scienze motorie...).

E poi Vi dico che io ricerco qlc Kg di muscolo in + non x vanità pura, ma solo x rispetto di me stesso, voglio (se posso) essere e rimanere in buone condizioni. (Chiaramente un bell'aspetto non lo butto mica via....) Voi direte: e allora se ti ami così tanto non prendere nessun integratore e smettila con la palestra! E io Vi rispondo: la palestra non la faccio x estetica, ma x scaricarmi e farmi del bene. Inoltre il Supradyn non lo prendo + da anni (solo un multicentrum, ben + blando e poi mi serve xchè spesso vado a correre e sudo moltissimo...), le dosi di BCAA (7 gr, sOLO nei giorni di allenam coi pesi (2 o 3 alla sett) e creatina (5 gr) non sono certo considerate NOCIVE nemmeno nell'articolo "notizie importanti" che mi avete proposto e che ho letto prima di risponderVi. E, se 1 volta, una partita di BCAA viene trovata addizionata di anabolizzanti, non x questo vanno demonizzati tutti i BCAA, altrimenti con lo stesso metro, domani non uscirei + di casa x paura di cosa potrebbe succedermi...
E comunque la creatina ho notato che aiuta DAVVERO in modo visibile la performance, escluderei si tratti di suggestione psicologica...

E cmq la palesta x me non è la VITA, è solo un modo (x me piuttosto NATURALE, concedetemi di esporre la mia opinione personale) x fare attività fisica in modo blando e piacevole. Io corro, nuoto, a volte bici...

Giusto per chiarire la mia posizione.
E comunque un'ultima nota: nei (pochi) messaggi che ho scritto sul forum di nonsolofitness, ho notato che siete tutti piuttosto "radicali" nelle Vs. posizioni: una volta quasi mi son dovuto scusare (come del resto ho fatto ora) xchè uso il cardiofrequenzimetro... io volevo solo sapere, avendolo appena comprato (25 euro!!! e va benissimo, compatibile TECHNOGYM (lo ho provato)) alcuni chiarimenti sulla sua utilità, non avevo alcuna intenzione di ergerlo a mio IDOLO!!!!

Cmq questi dibattiti li ritengo sempre COSTRUTTIVI.

Alla prossima, se Vi va rispondetemi pure!
#5
Bbifone30 settembre 2004 · 11:21
Beh Dapi non è questione di essere radicali, forse tanti di quelli che scrivono sul forum hanno fatto delle esperienze, hanno seguito dei percorsi, hanno sperimentato degli stili di vita, hanno commesso molti sbagli nella loro vita e cercano di consigliarti la scorciatoia per evitarti un giorno di dire: "minchia perchè non ci ho pensato prima".
Poi si sa i consigli sono fatti per non essere ascoltati, ma la speranza è l'ultima a morire.

ciao
#6
MMassimo1 ottobre 2004 · 01:37
Carissimo Dapi,
non volevo attaccarti in nessun modo nè tantomeno prendere posizioni radicali. Ti suggerivo solo una domanda... poi se vuoi più massa muscolare sono affari tuoi e non devi render conto a nessuno.
I movimenti che si fanno solitamente nel BB però non credo che possano essere definiti "naturali" (al pari di quelli di tante altre discipline sportive). Sono quasi vent'anni che sto lavorando sull'espressione motoria naturale e, per ora, reputo che coi pesi sia piuttosto difficile da elaborare, tranne che con un paio di esercizi.
Se tu senti che gli integratori vanno bene per te ed hai trovato i tuoi dosaggi, tutto bene. Io non li prendo ma rispetto chi li assume.


Per Bifone,
ti dirò... sinceramente, io lo stretching (comunemente inteso) non lo sopporto proprio: non mi piace, non lo pratico e solitamente non lo consiglio. Penso che si possa acquisire una mobilità migliore con altre pratiche, molto più "naturali". Naturalmente, se una persona ha bisogno di allungamenti specifici in seguito a problemi particolari, il PNF e, ancor meglio il CRAC modificato, possono essere di grande utilità. Ma forse più per l'effetto propriocettivo che altro.
#7
Pierluigi De PascalisPierluigi De PascalisStaff1 ottobre 2004 · 09:32
ho desistito, ho desisitito ma ora devo rispondere😉 cercherò d'esser sintetico e non giudicatemi come bastian contrario.
Io ritengo che la posizione "corretta" (corretta secondo il mio parere ovviamente" sia nel mezzo.
Fermo restando che non amo le cose che sono in maniera imprescindibile "pro" o "contro" qualcosa, per partito preso.
Il bosy building inteso come esasperazione delle masse muscolari è certamente negativo, per ragioni che tutti conosciamo.
Ma prendendo il discorso un po' più alla lontanta, il concetto si fitness, di salute e benessere (anche per definizione dell'OMS) è quello stato ottimale di natura psicofisica.
Penso sia innegabile considerare che spesso vi è una certa dose di narcisismo in chi pratica il BB. Ma se alcune persone vivono meglio con loro stesse avendo una massa muscolare più armoniosa, ritengo che i benefici, anche a discapito di qualcos'altro possano essere ritenuti Machiavellicamente validi.
La mia esperienza, e quella di altri, mi ha portato a superare la mia enorme introversione e timidezza adolescenziale (quasi "autistica" oserei dire se mi si consente l'uso improprio del termine) proprio grazie al body buildig e all'acquisizione di masse muscolari che, per un 17enne erano realmente spropositate.
FAttore certamente negativo sul piano fisico. Ma che mi ha aiutato a rimuovere un blocco enorme, al punto da farmi divenire fin troppo estroverso, ignorando timidezza, e tutto quello che ne deriva.
Ovvio che nel percorso ho abbandonato l'idea delle masse muscolari spropositate e "a tutti i costi" per una più salutare forma fisica sulla base di attività prevalentemente aerobiche e diversificando gli sport.
Fin tanto la passione non è divenuta lavoro. Ed eccomi qui.
Mettendo sulla bilancia le due problematiche, psicologica e muscolare, penso che i benefici sulla psiche (quindi sulla stabilità) siano stati enormemente maggiori che non i piccoli scompensi (poi sanati) che ho arrecato al mio organismo.
Col senno di poi posso certamente dire che un giusto equilibrio, anche nell'uso dei pesi, non è necessariamente negativo. Soprattutto non è negativo aprioristicamente. L'organismo si adatta molto bene e, con l'ausilio di corrette tecniche (che non sto ad elencare) e giusti esercizi, si raggiungo ottimi risultati senza rischi.
Quanto alle "bombe", inserire in questa categoria BCAA, creatina, integratori vitaminici e quant'altro... mi appare affrettato.
Non ho letto l'articolo lincato, ma conosco il sito, nel quale, è possibile trovare esercizi per gli addominali alti, bassi e medi! E' già questo mi fa sufficientemente rizzare i capelli!
I bcaa, per chi non lo sapesse, nascono proprio con l'intento di agevolare chi ha problemi epatici. Non certo per aggravarli. Quindi lo assolverei. Al pari creatina e vitamine che, se assunti secondo dosaggi ragionevoli certo non vanno a modificare gli equilibri omeostatici. Anche perchè, l'omeostasi, è realmente la chiave del benessere.
Tutto quanto avviene nel nostro organismo è finalizzato alla conservazione omeostatica degli equilibri. E se un soggetto tende ad alterarli con l'attività fisica intensa, è tutt'altro che negativo sconsigliare l'adozione degli integratori che limitano il ricorso a meccanismi molecolari ben più "perversi" e "lesivi" per l'organismo.
Tutto questo mia parlare, fondamentalemente è inutile, poichè avrei potuto riassumere con una sola frase "la virtù è nel mezzo". Ed è realmente così. Adeguati eservizi di muscolazione, con volumi di allenamento calibrati, ed adeguata integrazione, con quantitativi fisiologicamente validi, portano a mantenere e riassettare l'omeostasi non solo organica ma anche psichica. Ed il benessere psicologico incide in maniera estremamente rilevante sul benessere fisico, innescando o inibendo la secrezione di tutta una serie di mediatori chimici che possono agire in modo variabile sull'organismo.
Dall'esperienza e dal cammino svolto sino qui, stando da tutte le parti della barricata, la cosa che ho appreso è semplicemente quella di non restare radicato "per partito preso" a delle concezioni.
E, soprattutto sul campo alimentare, approfondire (se non lo si è già fatto) cosa avviene biochimicamente in una cellula per poi traslare il tutto all'alimentazione, con uno sguardo alle modificazioni indotte, vi assicurò che farà riconsiderare l'uso degli integratori.
Tutto sta nel farne il giusto uso e non abuso! Anche il vino è chimicamente salutare e cardioprotettivo per il cuore. Certo che tra berne un bicchiere e berne una damigiana... gli effetti non solo cambiano, ma diventano radicalmente opposti.
(meno male che dovevo esser sintetico, spero almeno d'esser stato chiaro).


OT per massimo... ma i mie pvt li hai letti? Dal 6 ottobre dovrei essere un po' più libero e ti chiamo!
#8
MMassimo1 ottobre 2004 · 11:43
Ciao Amministratore,
non mi sono arrivati pvt!
Anche per me il BB è stato un toccasana addirittura a 13 anni (meno male che trovai un istruttore molto attento e scrupoloso). Praticai solo qualche mese, gli effetti sul fisico furono evidenti e ritornai con più slancio alla mia passione di prima, le arti marziali. Non credo che il BB provochi necessariamente scompensi di nessun tipo, penso solo che non sia il massimo come stimoli motori e che spesso induca le persone a vedersi peggio do quel che sono (fisicamente) mai abbastanza grossi, mai abbastanza definiti. Leggo ogni mese riviste di BB e, ogni tanto, scrivo qualche articolo.
Penso che non ci siano "barricate" ogni persona che fa attività fisica è apprezzabile; l'importante è la qualità della pratica, intesa nel massimo rispetto del proprio essere. Per i professionisti questo non è sempre possibile, allora si cerca una via di mezzo.
#9
Bbifone1 ottobre 2004 · 14:16
Posso essere in accordo sul significato psicologico da attribuire al BB anche se ritengo che lo sport e l'educazione fisica siano un'altra cosa e che il movimento umano debba essere inquadrato in un'ottica funzionale in cui la gestualità non è fine a se stessa ma esprime l'intera persona. Non sono assolutamente daccordo sugli integratori, ho fatto BB, maratone, triathlon e se non per scopi sperimentali (cavia per alcune ricerche) non ho mai assunto integratori di sorta, non solo io ma molti degli sportivi con cui mi sono allenato. La stessa cosa la rilevano il Prof. Dal Monte e Donati che certo non sono gli ultimi in materia. Come hai ben detto i BCAA sono nati per chi ha delle gravi insufficienze e quindi non è sano, ma si presume che un atleta sia la fotografia della salute. Per quanto riguarda le funzioni omeostatiche, non posso che contraddirti poichè nella sua evoluzione filogenetica la specie umana ha sviluppato delle potenzialità che hanno dei limiti, ora se tali limiti sono superati l'azione corretta non è ricorrere all'aiutino, ma gestire meglio il processo di allenamento con una corretta pianificazione dei carichi di lavoro. Certo si può non rispettare tali limiti, ma comunque, presto o tardi, il conto lo si paga e mi sembra che le statistiche su infortuni sportivi e stato fisico generale di un atleta Elite a fine cariera non siano certo incoraggianti. Comunque in un atleta dilettante sicuramente tale limite non viene nemmeno lontamente sfiorato e quindi il problema non si pone. Ovviamente questo è il mio modo di vedere lo sport come processo educativo poi ovviamente ognuno parla in base al sua formazione ed idea.


X Massimo anche io come te ritengo lo stretching uno strumento non valido e riduttivo ed ho elaborato un mio sistema di lavoro, per questo ti ho detto che stiamo svolgendo una ricerca parallela (ho letto il tuo lavoro sul movimento arcaico). Ironia della sorte si chiama "Pedagogia propriocettiva". 😉
#10
Pierluigi De PascalisPierluigi De PascalisStaff1 ottobre 2004 · 14:40
Caro Bifone,
la mia formazione pur di natura più propriamente sportiva è molto orientata all'alimentazione. Non a caso in questi giorni sto cercando di decidere la facoltà per la seconda laurea. I limiti omeostatici tecnicamente non esistono. Ad una variazione ne corrisponde una di segno opposto. Per consentire la variazione occorrono delle molecole specifiche in virtù della natura della variazione stessa. Tali molecole possono essere assunte attraverso l'alimentazione o con gl integratori che presentano il vantaggio di fornire tali molecole in forma "netta" ovvero prive di scarti. Demonizzare le vitamine è come demonizzare la frutta, demonizzare i BCAA e la creatina è come demonizzare la carne. Inoltre, proprio per le tecniche di allevamento intensivo, spesso, le tossine presenti nella carne sono di gran lunga più dannose che non una bustina di BCAA. L'organismo non può fare a meno, per sua natura ed indipendentemente dall'attività fisica, delle molecole di carbonio che gli giungono in diversa conformazione chimica attraverso l'alimentazione, legate a molecole di altra natura. Ora... che tali molecole entrino nel corpo attraverso una bistecca o attraverso una compressa non fa alcuna differenza. Il problema è solo nel quantitativo, ovvero in quante molecole o ioni inorganici si fanno arrivare all'organismo. I BCAA sono stati creati per chi ha problemi epatici, è quindi assurdo definire gli stessi come dannosi per il fegato (ai reni non ci arrivano neppure). E' come dire che l'aspirina provoca la produzione di prostaglandine. Bisogna sempre ridurre tutto ai minimi termini.
Esempio: assumo creatina. Cosa sto introducendo? Molecole della sostanza in questione.
Mangio una bistecca. Cosa sto assumendo? Molecole della medesima sostanza mischiate ad un po' di catene di carbonio rielabirate e potenzialmente cancerogene, varie tossine di natura esogena fornite all'animale ecc ecc.
Cosa è peggiore?
Ovvio che se assumo 30g di creatina sto distruggendo gli organi detossificatori. Idem se assumo 3 kg di carne.
Lo stesso dicasi per vitamine e quant'altro sia presente in maniera comune in natura.
Dire che un integratore di vitamina C da 250mg sia dannoso equivale a dire che una persona ghiotta di agrumi, o peggio, di kiwi, si sta rovinando la salute. Il che, spero converrai, non corrisponde a verità.
Quanto alla ricerca anche io, dal mio canto, potrei elencarti fior di ricerche e ricercatori a suffragio delle mie parole.
Ma è molto più semplice ricondurre tutto alla forma atomica. Vedere che atomi si assumono e in che conformazione. Se tali atomi assieme ad altri atomi sono chiamati mela, e da soli si chiamano supradyn, dubito possano esserci sostanziali differenze. Ripeto, nei limiti dei quantitativi assunti. Questo è ovvio. L'unica differenza è nella facilità ad "iperintegrare" un nutriente attraverso gli integratori piuttosto che con l'alimentazione.


aggiungo
scusa quello che segue l'ho aggiunto dopo qualche minuto.
La cosa che io proprio non riesco a capire nel tuo discorso è... che differenza può esserci se io assumo 10 molecole XYZ contenute in una bustina o una copressa e sotto il nome di integratore, o se le assumo in pari quantitativo, e sempre della medesima molecola ma inserite in un uovo per esempio!
Una volta nell'organismo ogni molecola si avvia a processi autonomi e "riservati", visto che l'organismo è altamente "selettivo" nel riconoscere i composti e nel trattarli enzimaticamente.
Bene cosa cambia se una molecola arriva in circolo in una modalità piuttosto che in un'altra? La molecola è la medesima, la quantità pure!
#11
Bbifone1 ottobre 2004 · 16:26
Era la risposta che volevo sentire e per capire.
Alla fine del mio precedentemente post ho detto che ognuno parla sulla base della propria cultura e formazione. Evidentemente la tua è una formazione "analitica" e molte volte tale approccio impedisce di vedere il bosco quando si osservano singoli alberi. Al contrario io provengo da una formazione sistemica ed ogni volta che osservo uno fenomeno specifico mi chiedo cosa accade all'intero sistema. Quando affermo che filogeneticamente la specie umana si è evoluta in un certo modo significa che apparati e sistemi hanno delle specifiche modalità di funzionamento. La filogenesi è il frutto dell'adattamento di un organismo all'ambiente. Il sistema digestivo umano si è evoluto in modo da sintetizzare i principi nutritivi da macromolecole non a caso ma probabilmente perchè l'equilibrio tra essi deve rispettare una determinata proporzione. Quando mi si porta l'esempio della creatina e mi si dice che per avere tot grammi disponibili occorrerebbe mangiare 30 kg di carne mi permetto di obiettare che l'evoluzione, se avessimo dovuto assumere tutta quella creatina, avrebbe fatto le mucche di creatina pura, se così non è un motivo ci deve pur essere. E' un esempio paradossale ovviamente, ma è per far capire quanto lo sviluppo umano sia vincolato e legato all'ambiente. Quindi per concludere è vero che una volta nell'organismo le molecole sono tutte uguali ma cercare "scorciatoie" per ingannare l'organismo non è il modo migliore di operare. Francamente vedere delle persone appartenenti ad una società opulenta come la nostra utilizzare prodotti di sintesi ove di tutto si ha bisogno meno che dell'integrazione alimentare mi fa sorridere, ma è un'opinione. Meno opinabile è il fatto che gli atomi composti in molecole non siano tutti uguali. Porto un esempio pratico, il latte materno ha una composizione che analiticamente è stata scandagliata nei minimi particolari, eppure non esiste latte artificiale che si avvicini a quello materno. Il latte materno è più nutritivo, più digeribile ed ha delle proprietà immunologiche non imitabili. Eppure gli atomi sono i medesimi del latte artificiale, anzi il latte artificiale è addirittura arricchito, dove sta l'inghippo? Nella visione sistemica, l'alimentazione naturale è quella che è biologicamente più idonea all'organismo umano poichè quest'ultimo si è evoluto in relazione all'ambiente. Se poi mi dici che carne, frutta ed altro è inquinata ti rispondo che esistono anche le produzioni biologiche.
Comunque la cosa importante è che da questa discussione siano uscite due visioni contrapposte, in modo da dare una informazione completa
😉
#12
Pierluigi De PascalisPierluigi De PascalisStaff1 ottobre 2004 · 16:40
Attenzione, il mio punto di vista non è OPPOSTO al tuo, ma solo divergente in alcuni punti.
Non a caso io non parlo di assumere integratori in modo da ottenere (faccio un esempio) l'equivalente di creatina presente in 30 kg di carne, o in 20 e nemmeno in 10.
Io comprendo, e mi associo, al tuo discorso di regolare l'assunzione di un elemento inserendo lo stesso in un volume maggiore, al fine da limitarne indirettamente la quantità ingerita.
Tuttavia questo ribadisce solo l'attenzione da porre nelle quantità. Se per assurdo uno non amasse la frutta o fosse vegetariano, come potrebbe assumere creatina e vitamine (e altri micronutrienti)?
L'essere vegetariani è quasi sempre legato a ideologie. Ideologie che la filogenesi non ha potuto compensare poichè l'evoluzione degli usi e costumi è molto più veloce di quella biologica.
Non mi addentro oltre, tanto vedo che qui c'è più di un esperto e si capisce quel che voglio dire anche senza mille esempi.
Quanto al latte materno, il punto in più è dato dalle immunoglobuline e altri fattori che, per ragioni anche tecniche, non è possibile inserire nel latte di "sintesi" (che poi di sintesi non è). L'arrichimento è dovuto al fatto che, quel latte, nasce per altre specie animali, e deve quindi essere arricchito (o impoverito) di detemrinate sostanze che, nell'uomo, sono necessarie in misura diversa.
Pertanto, ribadisco che, fermo restando il rispetto dei fabbisogni, introdurre nutrienti con la dieta o con l'integrazione non cambia la sostanza.
Un atomo di carbonio, di ferro, o qualunque altro è uguale identico ad altri atomi della medesima sostanza. Se così non fosse gli alchimisti avrebbero trovato la pietra filosofale tramutando a piacimento il ferro in oro.
Spero perdonerai questa battuta.

Andando OT mi fa cmq piacere osservare in questo forum, e non è la prima volta, una tale "scrematura" nella "qualità" culturale dei partecipanti.

La cosa non può che inorgoglirmi!
#13
Bbifone1 ottobre 2004 · 20:13
Si in effetti è un approccio al problema di tipo complementare e come dici tu alla fine è la sintesi delle opinioni che completa l'informazione, mi permetto di tirare l'ultima stoccatta ribadendo che rispetto il tuo modo di vedere la cosa anche perchè potremmo continuare per giorni portando anche autorevoli esempi di ricerche pro e contro l'una o l'altra scuola di pensiero. Sappiamo che gli zuccheri introdotti con l'alimentazione si diversificano in base ai loro legami con il carbonio, gli zuccheri semplici hanno una molecola meno complessa degli zuccheri complessi e questo determina una risposta molto diversa da parte dell'organismo, secialmente nella risposta insulinica. Gli atomi introdotti sono esattamente gli stessi eppure l'organismo risponde in maniera sostanzialmente divers. Questo per dire che non si può ragionare in termini troppo analitici, anche la semplice cottura di un cibo o l'accompagnamento con altri cibi stimolano risposte diverse (vedi vitamine liposolubili) da parte dell'organismo. A maggior ragione, ma ovviamente non lo posso dimostrare, sostanze "estratte" dal loro ambiente (la bistecca) e somministrate singolarmente.


Replico e mi felicito di avere trovato una valida controparte nelle discussioni, poichè è solo il "sano" confronto che fa cultura.
Complimenti per il sito e speriamo che altri si avventurino ad arrichire le nostre chiaccherate.

😉
#14
Ddapi1 ottobre 2004 · 22:29
beh, anch'io nel "mio piccolo" mi sento un pò "orgoglioso" x il fatto di avere innescato un acceso dibattito in tema scientifico (che io tra l'altro non posso certo sostenere e quindi lascio volentieri a Voi). Sono cmq soddisfatto della realtà appena vista, e che cioè non è impossibile dibattere appassionatamente, animatamente, apertamente (senza paura di mettersi in gioco), ma anche rispettosamente e lealmente. In effetti la realtà dei rapporti interpersonali della vita odierna quotidiana è fatta x lo + di compromessi e di ipocrisia o quantomeno da indiffarenza. Il Rugby mi ha invece insegnato (e ne sono FIERO ed ORGOGLIOSO) ad essere franco, leale e a non aver paura di metterti in discussione, nello sport come nella vita. Purtropo devo ANCORA imparare a mettere via, a volte, questa franchezza perchè troppo spesso scomoda (es: nel lavoro) e serbarla solo x le occasioni migliori: con gli amici ed i cari.

Scusate questa parentesi filisofica.....ma davanti ai Vs. pregevoli (senza ironia!) discorsi non potevo esimermi dall'esprimere il mio (piccolo) contributo.
#15
Bbifone2 ottobre 2004 · 08:15
Beh dapi io sono nuovo qui ma devo dire che mi sono trovato subito a casa!!!
In effetti la franchezza ha i suoi lati negativi, ma ti permette di guardarti allo specchio senza rimpianti.
😉
#16
Ddapi3 ottobre 2004 · 14:42
scusate Bifone, Massimo, Nonsolofitness e chiunque voglia rispondermi. Ho una curiosità sulla attività fisica: usando il cardiofreq. ho notato che (secondo lui) correre 10 km a 180 bpm fa bruciare +kcal ma MENO grassi (anche in assoluto, non solo in % relativa risp. agli zuccheri) che a 140 bpm. Quindi, l'attività fisica MODERATAMENTE affaticante è + aerobica di quella intensa, sembra. E qui mi sorge un dubbio di natura spicciolamente "scientifica" (Vi prego di passarmi il termine). E cioè: il cardio (come il mio) che dà una indicazione (di massima, chiaramente approssimata e non affidabile) oltre che dei batitti (che penso sia l'unico dato CERTO che è in grado di rilevare correttamente) sulle kcal bruciate e sulla % di grassi bruciati risp. agli zuccheri lo fa basandosi, penso, sul RUNNING. Infatti, a parità di battiti, le varie attività e sport hanno differenti dispendi calorici legati alla natura della attività stessa. E allora, penso significhi che le pulsazioni cardiache non siano la grandezza ottimale per poter avere una indicazione delle kcal bruciate, a prescindere dal tipo di attività. Cioè, se il mio obiettivo è bruciare grassi, se corro dovrò tenere un det. ritmo di puls.; se nuoto, o se vado in bici, un altro (che presumo + elevato). O no? Penso invece che esse possano cmq essere un buon indicatore dell'intensità dell'allenamento (anche astraendo dalla singola attività) in quanto, credo, essendo il cuore "uno solo", a prescindere dal tipo di attività, dalla localizzazione o dalla quantità di fibre muscolari coinvolte nell'esercizio, il ritmo delle pulsazioni è la conseguenza della regolazione corporea x far fronte agli aumentati bisogni di energia. Ho detto giusto?
P.S.: state tranquilli che la mia domanda è SOLO orientata a poter capire meglio come funziona il corpo umano per poter di conseguenza rendermi conto meglio degli effetti dell'allenamento sul corpo. (ccredo sia giusto). Tanto+ che non sono nè medico, nè ISEF e quindi non ho basi scientifiche serie alle quali supportarmi: ho solo la mia curiosità e la mia testa. Non ho intenzione di ergere il cardiofrequenzimento a mio dio e padrone....
Ciao!
#17
Bbifone3 ottobre 2004 · 19:07
Inizio io e poi spero continueranno gli altri che sicuramente saranno più ferrati di me in materia. Comunque la tua riflessione non fa una piega infatti il cardiofrequenzimetro e le pulsazioni cardiache sono un parametro indiretto dello sforzo sostenuto. Ad esempio è risaputo che in condizioni di affaticamento è molto difficile far salire le pulsazioni è un fenomeno che si presenta frequentemente negli atleti che praticano sport di endurance come la maratona o il ciclismo. In maniera opposta è possibile che una sovaeccitazione del sistema nervoso alzi il ritmo cardiaco senza sforzo fisico, basti pensare che sperimentalmente è stato rilevato un interessante innalzamento dei battiti in soggetti che osservavano altri fare sforzo fisico, o semplcemente è sufficiente misurare i battitti di atleti impegnati in sport tecnici (tiro con l'arco ecc.). Quindi le pulsazioni hanno un ampio spettro di varibilità che le rende un parametro piuttosto grezzo. Tutte le funzioni supplementari, calcolo Kcal spese, FcMax ecc.., sono dati ricavati da statistiche che sinceramente giudico completamente inattendibili, è come dire, usando una battuta che un uomo con la testa nel forno e i piedi nel congelatore sta "mediamente" bene. E' vero invece che con il crescere dell'intensità dello sforzo cambia il tipo di combustibile utilizzato, infatti la percentuale dei sistemi energetici coinvolti si sbilancia a favore di quello che utilizza il glucosio (zuccheri) a danno di quello che utilizza i grassi, inoltre è interessante osservare che anche se lo sforzo è moderato il sistema aerobico entra a regime in percentuale importante dopo i primi 20'. Per il fatto che l'intensità richiede più energia è intuitivo ed abbastanza ovvio. Credo di essere stato uno tra i primi ad utilizzare, da amatore il cardio, parliamo di 15 anni fa e forse uno dei primi ad abbandonarlo, anche se ritengo sia molto utile per chi pratica agonismo, ma occorre anche in quel caso non divenirne dipendenti. La performance sportiva agonista è il frutto di situazioni di gara che molte volte fanno superare i propri limiti, ho conosciuto molti atleti che guidati dal cardio hanno perso delle gare perchè non si fidavano più dei messaggi del loro corpo.
Spero di essere stato chiaro e che qualcuno completi ed eventualmente corregga la mia uscita.

Ciao
#18
Ddenise.l4 ottobre 2004 · 14:21
Anke se non c'entra molto con il titolo della discussione, fareste un passo indietro, all'argomento stretching? Raramente ho sentito opinioni non favorevoli allo St, perciò vorrei chiedere a Massimo perkè? "non mi piace, non lo pratico e non lo consiglio" e quali sono i metodi più "naturali". E' un'attività ke risulta molto "indigesta" agli studenti perciò mi interessano le possibili varianti. Grazie! 🙂
#19
Bbifone4 ottobre 2004 · 18:30
Non sono Massimo, ma credo che tidarà una risposta simile. Lo stertching è una trasposizione di tecniche derivate dallo Yoga ad opera di Bob Anderson agli inizi degli anni 80. Prima in realtà si utilizzava qualcosa di simile ma esclusivamente in ambito della riabilitazione. Ora Anderson da bravo americano, ha preso una discliplina, gli ha tolto l'anima, l'ha impacchettata con un'operazione di marketing e l'ha proposta alle masse facendoci un tot di soldi. Peccato che lo yoga deve il suo funzionamento alla stretta relazione che stabilisce tra psiche e soma, guidando letteralmente il soggetto dentro il suo corpo, a scoprire sensazioni, blocchi e possibili soluzioni. Non basta copiare delle posture per ottenere l'effetto, questo è stato l'errore di Anderson trasmesso nello stertching. Detto questo c'è un altro limite importante: lo stertching lavora prevalentemente in modo analitico, cercando di isolare i singoli muscoli per allungarli, un po' come il BB di cui si discuteva (la matrice culturale di Anderson era quella). La Mézières ha dimostrato che non puoi pensare di allungare un solo muscolo appartenente ad una catena muscolare funzionale poichè inevitabilmente la catena funzionale riporterà il muscolo allo stato iniziale. L'azione corretta è l'allungamento dell'intera catena come è per lo yoga. Se osservi le posizioni dello Yoga coinvolgono sempre delle catene muscolari, mai un muscolo singolo. Oltre allo Yoga esistono altre tecniche: Massimo, da quel che ho potuto capire ne ha definita una anche se lo scopo è molto più profondo del semplice allungamento, io ne sto elaborando un'altra basata sui meridiani della medicina tradizionale cinese, altri ancora hanno elaborato tecniche ben più efficaci dello stretching.


ciao
#20
Ddenise.l5 ottobre 2004 · 17:44
Molto gentile. Mi dai ancora qlk indicazione...in concreto? Cioè, a scuola (ed. fisica) quali sono i metodi ke ti sembrano + proponibili? Con cosa dovrei sostituire lo stretching? Immagino ke una risposta completa non sia possibile in qst spazio, se mi puoi segnalare qlk libro o sito o modo per approfondire l'argomento...Grazie! Ciao 😘
#21
Bbifone5 ottobre 2004 · 21:16
se devo essere franco, penso che il problema dell'educazione fisica nella scuola sia più di carattere motivazionale che altro. Indipendentemente dall'offerta che puoi proporre l'ora di educazione fisica è considerata purtroppo come la ricreazione. Le uniche cose proponibili sono i giochi classici che non pressuppongono alcun intervento e coinvolgomento cognitivo. A maggior ragione credo che sia improponibile qualsiasi disciplina complessa come lo yoga o metodi simili. Sono attività già molto difficili anche per gli adulti, anche se ho letto che la federazione yoga ha sperimentato con successo delle attività all'interno del mondo scolastico. Comunque sia il mio è un parere molto soggettivo non avendo mai lavorato nella scuola nell'ambito dell'Ed.F.
se sei interessata ad approfondire la tua conoscenza su un approccio "diverso" alla motricità ti consiglio libri della Mézières, Feldenkrais, Masunaga, Stirk, Rolf, Iyengar. Puoi fare un giretto anche sui siti di Massimo e mio, ma credo che il regolamento vieti la pubblicità quindi magari contattaci in pvt per il link.

😉
#22
Ddenise.l6 ottobre 2004 · 15:44
non essere così pessimista, sull'ed.fisica, qlcs si fa. Prima dell'affermarsi dello stretching si facevano i "classici" es. di mobilità: slanci, molleggi, circonduzioni ecc. Avevano perlomeno il vantaggio di essere semplici da spiegare e da eseguire. Lo St. risulta + "laborioso" perchè i ragazzi non gradiscono le cose statike. Il PNF, il CRAC e, come dici tu, lo yoga, mi sembrano proprio improponibili. Qnd ho letto la vostra critica allo St.e l'accenno a movimenti + "naturali" mi sono kiesta se non fosse un ritorno agli es. di mobilità "vekkio stile". Trovi il crac e lo yoga movimenti "+ naturali" ? Ciao, grazie 😘
#23
MMassimo7 ottobre 2004 · 02:12
Ciao Denise,
che bello risentirti!
Al posto dello stretching propongo delle semplicissime routine di mobilità, tipo educazione fisica sovietica. Prova la routine di Amosov o qualcuna similare... sono tutti movimenti semplici da praticare e da insegnare. Vekkio stile... esatto ma con grande attenzione alla qualità ed alla percezione del movimento. Non è roba che ho inventato io, la si è sempre fatta e non vedo il motivo per abbandonarla poichè è utilissima.

Ciao
#24
Ddenise.l7 ottobre 2004 · 08:47
🙂grazie del "ke bello" ! Ci sono sempre stata, ma ho un certo timore reverenziale ad inserirmi fra voi...professori..con le mie considerazioni "terra-terra" e la mia...ignoranza. Per esempio non so nulla della routine di Amosov (dove la trovo?). Mi fa molto piacere se si rivaluta qlcs della vekkia ed. fisica. Una curiosità: il "molleggiare" azione ke una volta si faceva nelle stesse posizioni in cui oggi si fa lo stretching, è stato quasi demonizzato dai sostenitori dello stretching (con convincenti motivazioni fisiologike). C'è qlk ripensamento in materia? Mi sembra così strano ke x anni sia stato alla base degli esercizi di mobilità (e si ritrova ancora in molte attività tipo ginn.aerobica) per poi scoprire ke faceva solo danni! Grazie tantissimo, mi piace seguire le vostre discussioni e siete molto gentili nelle risposte.😘
#25
Bbifone7 ottobre 2004 · 11:13
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Messaggio inserito da denise.l

🙂grazie del "ke bello" ! Ci sono sempre stata, ma ho un certo timore reverenziale ad inserirmi fra voi...professori..con le mie considerazioni "terra-terra" e la mia...ignoranza. Per esempio non so nulla della routine di Amosov (dove la trovo?). Mi fa molto piacere se si rivaluta qlcs della vekkia ed. fisica. Una curiosità: il "molleggiare" azione ke una volta si faceva nelle stesse posizioni in cui oggi si fa lo stretching, è stato quasi demonizzato dai sostenitori dello stretching (con convincenti motivazioni fisiologike). C'è qlk ripensamento in materia? Mi sembra così strano ke x anni sia stato alla base degli esercizi di mobilità (e si ritrova ancora in molte attività tipo ginn.aerobica) per poi scoprire ke faceva solo danni! Grazie tantissimo, mi piace seguire le vostre discussioni e siete molto gentili nelle risposte.😘

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#26
MMassimo7 ottobre 2004 · 13:31
No, il "molleggio", secondo me, è meglio evitarlo.
Amosov era un luminare Ukraino della cardiochirurgia divenuto poi ancora più noto par la grande importanza che attribuiva all'esercizio fisico. Praticava ogni giorno una routine di mobilità articolare composta da mille movimenti! In più correva e lavorava con i sovraccarichi. Ciò gli ha consentito di arrivare a più di novant'anni mantenendo altissima la qualità della sua vita e delle sue prestazioni professionali (la vita al tavolo operatorio è dura).

Per costruirti una buona scheda di M.a. fai semplici movimenti di flessione-estensione; fless laterale, rotazione e circonsuzione per tutto il corpo, partendo dalle estremità per terminare con la colonna v.
Ti consiglio vivamente di iniziare dal collo.
Fai i movimenti un po' di volte in maniera lenta e controllata (tipo tai ch'i)poi sempre più veloce, poi ancora lenti.
Il tutto dovrebbe durare circa venti minuti o poco più. E' un lavoro semplice ma molto utile.
Le tue considerazioni non sono mai "tera a terra", almeno non in senso negativo.
Gli autori consigliati da Bifone sono decisamente tutti interessanti ed autorevoli (scusa il gioco di parole). Però, secondo me, non sono arrivati proprio al nocciolo. La Mézières, tra l'altro, è sempre stata tradotta male, per cui è forse più indicato partire con Souchard. Il testo della Rolf edito in italiano dalla Mediterranee è molto utile per un prof. di ed fisica.

A presto

A presto
#27
Bbifone7 ottobre 2004 · 17:21
Per come la vedo io la demonizzazione degli esercizi balistici dopo la teorizzazione sullo stretching c'è stata. Ti prego di considerare il mio intervento con gli occhi del formatore quale sono che utilizza degli strumenti, l'educazione motoria, per sviluppare le capacità che "dormono" nello stato di potenza in attesa degli stimoli corretti per poter sbocciare. Ho scritto alla crema dei neurofisiologi competenti in campo sportivo per chiedere un loro parere sullo stretching e sul PNF in particolare (c'è una discussione in proposito sul forum). I miei dubbi erano per l'appunto relativi ai meccanisimi di salvaguardia fisica dell'apparato muscolo scheletrico: i fusi neuro muscolari e gli apparati tendinei del golgi. In breve secondo me il riflesso da stiramento e soprattutto il riflesso da stiramento inverso hanno una soglia di attivazione molto più alta di quella che i teorici dello stretching ci hanno fatto credere. Gli "esperti" mi hanno confermato che non esistono sperimentazioni di laboratorio a sufragare queste ipotesi e anzi uno di loro mi ha proposto di collaborare ad una ricerca in merito, fino a quando gli ho confidato che non ero dottore in medicina ma in scienze della formazione. Evidentemente la mia non appartenenza alla "nobiltà" medica deve averlo turbato considerato che non l'ho più sentito!!! Bada che tutto il mio interesse partiva da un presupposto educativo di massimo sviluppo delle capacità umane e da una semplice constatazione: non ho mai visto un essere umano "stirarsi" un muscolo nell'afferrare un bicchiere o nello svolgimento delle normali attività motorie quotidiane. Come è possibile tutto ciò? Semplicemente perchè con l'educazione abbiamo acquisito la capacita di controllare i movimenti (è una delle capacità coordinative, la capacità di differenziazione). Sono praticante di arti marziali e nei laboratori di scienza dello sport del coni hanno calcolato che un colpo di gamba al viso sferrato da un altleta di medio livello raggiunge i 140km/h. Ora se il riflesso da stiramento avesse una bassa intensità di attivazione avremmo ospedali pieni di karateki strappati, ma così non è, anche se le riprese rallentate dimostrano che il grado di mobilità attiva di questi soggetti è significativamente superiore a quella passiva. Dove stà l'inghippo? Io ritengo che per arrivare ad attivare il riflesso da stiramento, che ricordiamoci essere una estrema difesa dell'organismo poichè prima vi è la difesa cognitiva che mi impedisce di fare movimenti idioti, si debba superare di gran lunga il massimo stiramento passivo in condizioni termiche del muscolo sotto i 18 c°. Tuttavia occorre capire perchè vuoi far eseguire dei movimenti balistici: costruzione di schemi motori, riscaldamento, sviluppo mobilità. Credo che effettivamente l'esecuzione di movimenti balistici ancorchè controllati impiegati per lo sviluppo della mobilità articolare non sia il metodo migliore. Diverso è il caso in cui sono utilizzati per l'acquisizione di schemi motori poichè il controllo motorio è essenziale per lo sviluppo delle capacità coordinative. Quindi metodologicamente sarebbe un grave errore non proporre esercizi balistici poichè limiterebbero ampiamente lo sviluppo motorio, certo che se l'input dato è slanciate più che potete perchè occorre superare il dolore la regola non vale più. Ovviamente tutto quanto detto è una mia personale opinione, non smentità però dai fatti.

ciao
#28
MMassimo8 ottobre 2004 · 11:17
Ciao Bifone,
se con "esercizi balistici" intendi, come suppongo, cose tipo slanci delle gambe ecc. sono pienamente d'accordo con te. Se invece intendi il classico "rimbalzo" che alcuni inseriscono nello stretching (es. flessione in avanti) sono, intuitivamente, un po' meno d'accordo. Non tanto per il riflesso miotatico (problema che può essere aggirato) ma per lo scarso controllo possibile sulla qualità del movimento e per il rischio consistente di effetti indesiderati sui legamenti.
Col discorso sulla abilità di controllo del movimento tocchi uno dei punti cruciali dellle scienze motorie e, sebbene sia difficilissimo stirarsi prendendo un bicchiere, molti rimangono bloccati durante l'esecuzione di gesti quotidiani come sedersi o alzarsi. Movimenti che fanno da una vita.
Ma forse varrebbe la pena di aprire un altro 3ad...
#29
Bbifone8 ottobre 2004 · 11:39
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Messaggio inserito da Massimo

Ciao Bifone,
se con "esercizi balistici" intendi, come suppongo, cose tipo slanci delle gambe ecc. sono pienamente d'accordo con te. Se invece intendi il classico "rimbalzo" che alcuni inseriscono nello stretching (es. flessione in avanti) sono, intuitivamente, un po' meno d'accordo. Non tanto per il riflesso miotatico (problema che può essere aggirato) ma per lo scarso controllo possibile sulla qualità del movimento e per il rischio consistente di effetti indesiderati sui legamenti.
Col discorso sulla abilità di controllo del movimento tocchi uno dei punti cruciali dellle scienze motorie e, sebbene sia difficilissimo stirarsi prendendo un bicchiere, molti rimangono bloccati durante l'esecuzione di gesti quotidiani come sedersi o alzarsi. Movimenti che fanno da una vita.
Ma forse varrebbe la pena di aprire un altro 3ad...


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Ovviamente non intendevo il rimbalzo e quel che dici sui blocchi e pu vero ma ovviamente il problema è proprio conseguente ad uno stile di vita scorretto che ha portato allo sviluppo di modelli motori sbagliati. Per questo io e te stiamo cercando strade da percorrere.
Penso anche io che siamo decisamente andati fuori tema e che sia forse opportuno, considerata l'importanza del tema, aprire una nuova discussione.

Ciao