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	Commenti a: Fisici da FaceBook e corpi da spiaggia	</title>
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	<description>Nutrizionista e Chinesiologo, esperto in metodologia dell’allenamento e nutrizione applicata alla pratica sportiva, servizio di consulenza per l&#039;allenamento, nutrizione e integrazione sportiva.</description>
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		<title>
		Di: Pierluigi De Pascalis		</title>
		<link>https://depascalis.net/blog/fisici-da-facebook-e-corpi-da-spiaggia/#comment-524</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi De Pascalis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 11:51:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://depascalis.playinteractive.dev/?p=1358#comment-524</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://depascalis.net/blog/fisici-da-facebook-e-corpi-da-spiaggia/#comment-523&quot;&gt;Andrea&lt;/a&gt;.

Buongiorno e grazie per il tuo gradito apprezzamento, ma soprattutto per l&#039;analisi circostanziata di alcuni eventi, costumi e &quot;consuetudini&quot;.

La dismorfofobia la conosco, credo di essere stato tra i primi ad averci scritto un libro nel 2013 (qui i dettagli: &lt;a href=&quot;https://www.depascalis.net/libri/vigoressia/&quot;&gt;Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione&lt;/a&gt;). La ragione per la quale non si affronta l&#039;altro lato della medaglia è molto semplice: l&#039;ipocrisia. Non c&#039;è nessuna altra ragione. A questa si somma il fatto che chi si trova sul versante &quot;criticabile&quot; è visto come un competitor, quindi ci si sente autorizzati a &quot;dargli addosso&quot;. Sull&#039;altro versante (al netto di ipocrisie) è percepito come &quot;innocuo&quot;, quindi per il politicamente corretto &quot;ben venga&quot;, o perlomeno &quot;non disturbiamolo&quot;.

Mi scuso se sono stato sintetico, ha descritto la faccenda molto bene la pagina &quot;uomo morde cane&quot; in questo post &lt;a href=&quot;https://www.facebook.com/uomomordecane/posts/4552968574747531&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;https://www.facebook.com/uomomordecane/posts/4552968574747531&lt;/a&gt;

Un caro saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://depascalis.net/blog/fisici-da-facebook-e-corpi-da-spiaggia/#comment-523">Andrea</a>.</p>
<p>Buongiorno e grazie per il tuo gradito apprezzamento, ma soprattutto per l&#8217;analisi circostanziata di alcuni eventi, costumi e &#8220;consuetudini&#8221;.</p>
<p>La dismorfofobia la conosco, credo di essere stato tra i primi ad averci scritto un libro nel 2013 (qui i dettagli: <a href="https://www.depascalis.net/libri/vigoressia/">Vigoressia: quando il fitness diventa ossessione</a>). La ragione per la quale non si affronta l&#8217;altro lato della medaglia è molto semplice: l&#8217;ipocrisia. Non c&#8217;è nessuna altra ragione. A questa si somma il fatto che chi si trova sul versante &#8220;criticabile&#8221; è visto come un competitor, quindi ci si sente autorizzati a &#8220;dargli addosso&#8221;. Sull&#8217;altro versante (al netto di ipocrisie) è percepito come &#8220;innocuo&#8221;, quindi per il politicamente corretto &#8220;ben venga&#8221;, o perlomeno &#8220;non disturbiamolo&#8221;.</p>
<p>Mi scuso se sono stato sintetico, ha descritto la faccenda molto bene la pagina &#8220;uomo morde cane&#8221; in questo post <a href="https://www.facebook.com/uomomordecane/posts/4552968574747531" rel="nofollow ugc">https://www.facebook.com/uomomordecane/posts/4552968574747531</a></p>
<p>Un caro saluto.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Andrea		</title>
		<link>https://depascalis.net/blog/fisici-da-facebook-e-corpi-da-spiaggia/#comment-523</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 10:40:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://depascalis.playinteractive.dev/?p=1358#comment-523</guid>

					<description><![CDATA[Pierluigi ti voglio bene.

Ho scoperto il tuo sito casualmente di link in link, mi sono fermato a leggere alcuni articoli e ormai sei nei &quot;preferiti&quot;. Questo mi ha fatto scompisciare. Pensare no, perché già ero sulla stessa linea e sono francamente basito dall&#039;indifferenza della società verso gli eccessi. Qui non si tratta di un vizietto né di una trasgressione, è un tafazzamento continuato ed aggravato fomentato da un cocktail di ansia e malessere sociale shakerato con il culto della crapula e serrvito bello caldo a tutte le ore.

Mi sento affine al tuo pensiero. Mi ricordi un po&#039; Albanesi, sei altrettanto implacabile e tagliente (vivaddio) ma parecchio più divertente. Fai scivolare le verità fondamentali come un bigliettino sotto l&#039;uscio anziché a suon di insulti e sarcasmo denigrante - non che certe forme mentis arrotolate su se stesse non lo meritino, ma l&#039;arguzia e la comunicativa ti pongono una spanna sopra molti editorialisti da strapazzo o da &#039;copia/incolla&#039;.

Avendo appena letto questo tuo articolo vorrei porti in merito una domanda, tanto secca quanto ficcante.

Premessa: di sicuro hai presente il concetto di dismorfofobia.

Domanda: perché non si riesce ad applicare tale concetto anche all&#039;estremità opposta della gamma di disturbi mental... ehm, alimentari?

Da una parte editti, condanne pressoché unanimi, gogna mediatica, segnalazione di siti e forum cosiddetti &quot;pro-ana&quot;, campagne mediatiche, spot televisivi e manifesti stradali, tentate spiegazioni pressapochiste con gran sfoggio di analisi tagliate a fetta di salame, campagne di allarmismo, interventi di psicologi e psichiatri, chiamata in causa del mondo dell&#039;alta moda, pseudoanalisi dei disagi dell&#039;età evolutiva, interviste a genitori in lacrime e a donne uscite dal tunnel e via elencando.

Tutto giusto o per lo meno comprensibile, per carità.

Dall&#039;altra &quot;grasso è bello&quot;, accuse di body shaming come spade di Damocle, complicità e spalleggiamenti mediatici a base di culto del cibo, giustificazioni psicologiche con o senza riferimenti al &#039;benessere&#039; (opulenza), influenza nefasta di ossessioni familiari da tempo di guerra/miseria, caduta delle responsabilità genitoriali, declino dell&#039;educazione alimentare, correlata complicità dell&#039;industria alimentare che in pratica offre a buon mercato unicamente sale+lipidi o glucidi (i distributori automatici cosa somministrano, in fondo?), beota indifferenza o subitanee alzate di scudi ad ogni approccio che faccia leva sull&#039;amor proprio e sul buon senso (del primo ancora intravvedo tracce, il secondo è ormai dato per disperso), discussioni da bar che tirano in ballo &quot;gli ormoni&quot;, tripudio mediatico di fronte alle esibizioni di tuonati come la buonanima del sig. YouTubo Anch&#039;io, articoli capziosi opera di autori/trici evidentemente fuori taglia (roba tipo «preferisci la donna balena o sirena?» letto anni fa) che si ripropongono ad intervalli regolari tra gli interstiziali non solo di siti che si classificano da sé ma perfino nella versione online delle testate ufficiali d&#039;informazione.

E nessuno che osi controbattere. Come sempre. Unica eccezione i deliri assortiti dei gomblottisti misti e le assurdità dei no-vax, roba più recente e ancora - diciamo - in ebollizione.

Il tuo pensiero in merito?
Grazie]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pierluigi ti voglio bene.</p>
<p>Ho scoperto il tuo sito casualmente di link in link, mi sono fermato a leggere alcuni articoli e ormai sei nei &#8220;preferiti&#8221;. Questo mi ha fatto scompisciare. Pensare no, perché già ero sulla stessa linea e sono francamente basito dall&#8217;indifferenza della società verso gli eccessi. Qui non si tratta di un vizietto né di una trasgressione, è un tafazzamento continuato ed aggravato fomentato da un cocktail di ansia e malessere sociale shakerato con il culto della crapula e serrvito bello caldo a tutte le ore.</p>
<p>Mi sento affine al tuo pensiero. Mi ricordi un po&#8217; Albanesi, sei altrettanto implacabile e tagliente (vivaddio) ma parecchio più divertente. Fai scivolare le verità fondamentali come un bigliettino sotto l&#8217;uscio anziché a suon di insulti e sarcasmo denigrante &#8211; non che certe forme mentis arrotolate su se stesse non lo meritino, ma l&#8217;arguzia e la comunicativa ti pongono una spanna sopra molti editorialisti da strapazzo o da &#8216;copia/incolla&#8217;.</p>
<p>Avendo appena letto questo tuo articolo vorrei porti in merito una domanda, tanto secca quanto ficcante.</p>
<p>Premessa: di sicuro hai presente il concetto di dismorfofobia.</p>
<p>Domanda: perché non si riesce ad applicare tale concetto anche all&#8217;estremità opposta della gamma di disturbi mental&#8230; ehm, alimentari?</p>
<p>Da una parte editti, condanne pressoché unanimi, gogna mediatica, segnalazione di siti e forum cosiddetti &#8220;pro-ana&#8221;, campagne mediatiche, spot televisivi e manifesti stradali, tentate spiegazioni pressapochiste con gran sfoggio di analisi tagliate a fetta di salame, campagne di allarmismo, interventi di psicologi e psichiatri, chiamata in causa del mondo dell&#8217;alta moda, pseudoanalisi dei disagi dell&#8217;età evolutiva, interviste a genitori in lacrime e a donne uscite dal tunnel e via elencando.</p>
<p>Tutto giusto o per lo meno comprensibile, per carità.</p>
<p>Dall&#8217;altra &#8220;grasso è bello&#8221;, accuse di body shaming come spade di Damocle, complicità e spalleggiamenti mediatici a base di culto del cibo, giustificazioni psicologiche con o senza riferimenti al &#8216;benessere&#8217; (opulenza), influenza nefasta di ossessioni familiari da tempo di guerra/miseria, caduta delle responsabilità genitoriali, declino dell&#8217;educazione alimentare, correlata complicità dell&#8217;industria alimentare che in pratica offre a buon mercato unicamente sale+lipidi o glucidi (i distributori automatici cosa somministrano, in fondo?), beota indifferenza o subitanee alzate di scudi ad ogni approccio che faccia leva sull&#8217;amor proprio e sul buon senso (del primo ancora intravvedo tracce, il secondo è ormai dato per disperso), discussioni da bar che tirano in ballo &#8220;gli ormoni&#8221;, tripudio mediatico di fronte alle esibizioni di tuonati come la buonanima del sig. YouTubo Anch&#8217;io, articoli capziosi opera di autori/trici evidentemente fuori taglia (roba tipo «preferisci la donna balena o sirena?» letto anni fa) che si ripropongono ad intervalli regolari tra gli interstiziali non solo di siti che si classificano da sé ma perfino nella versione online delle testate ufficiali d&#8217;informazione.</p>
<p>E nessuno che osi controbattere. Come sempre. Unica eccezione i deliri assortiti dei gomblottisti misti e le assurdità dei no-vax, roba più recente e ancora &#8211; diciamo &#8211; in ebollizione.</p>
<p>Il tuo pensiero in merito?<br />
Grazie</p>
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