Covid-19 guarire non basta: gli effetti a lungo termine

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Mentre la campagna vaccinale per fortuna avanza a tutto spiano, sono sempre più evidenti gli effetti del covid-19 nel lungo periodo, anche su soggetti guariti. Un dato allarmante che, forse ancor più del tasso di mortalità e letalità, dovrebbe indurre le persone a vaccinarsi.
Ma veniamo al sodo, tralasciando quanto già evidenziato in passato relativamente a problemi cronici di natura cardiopolmonare, quello che emerge da un recentissimo studio (dettagli in fondo) che ha coinvolto 193.000 soggetti dai 18 ai 65 anni di età (quindi anche i famosi giovani che si sentono immortali), il 14% (più di uno su 10) dopo la guarigione ha un rischio aumentato di andare incontro a:

  • insufficienza respiratoria cronica
  • aritmie cardiache
  • encefalopatia
  • trombi
  • neuropatia periferica
  • diabete
  • problemi epatici
  • disordini cognitivi (ne sono esenti per ovvi motivi i no-vax)
  • affaticamento

Rileggiamo piano: oltre 1 persona su 10, malgrado guarisca, rischia di contrarre come conseguenza dell’infezione da covid: insufficienza respiratoria, aritmie e disordini cardiaci, diabete, encefalopatia, problemi al fegato ecc. UNA su DIECI. Considerate che la gente è andata nel panico per 6 casi di tromboembolia su UN MILIONE di dosi di vaccino (senza neppure la certezza di una correlazione diretta). 6 casi su un milione: panico, 1 caso su 10… e si pongono dubbi sull’opportunità di vaccinarsi? Siamo seri?

Il punto NON è l’esistenza o meno di fantomatiche cure, NON è il rischio di morire, ma la percentuale di probabilità di avere conseguenze di cui non conosciamo ancora del tutto la portata. E prima che qualcuno obietti che neppure del vaccino conosciamo gli effetti a lungo termine, ricordo che per sospettare un evento serve una plausibilità biologica.

In tutto questo, e malgrado la mia tendenza alla sfiducia nel genere umano, che nel corso del tempo si sta trasformando sempre più in misantropia, non mi sarei mai aspettato di trovare ancora gente ferma alle bufale di oltre un anno fa. Ma del resto sono soggetti cognitivamente molto più “indietro” di un anno.
In particolare leggo ancora di qualche fulminato che ripete “perché non hanno fatto le autopsie? Voglio i nomi di quelli ai quali sono state fatte!“; “Questo covid non è altro che una banale influenza“; “ci tengono nascoste le cure“; “i medici sono stati pagati per mettere il timbro (sic!) covid sui certificati di morte“.
Simili soggetti non meritano tempo, poichè in ogni caso non sarebbero capaci di comprendere, ma è bizzarro che pretendano i nomi dei soggetti sottoposti ad autopsia per poter credere che siano state eseguite ma non siano in grado di fornire i nomi di questi fantomatici medici che mettono “timbri”. Ancor peggio il fatto che credano all’esistenza di cure nascoste per un virus che, a loro dire, non esiste!
A questo punto l’unico vero effetto collaterale dei vaccini, nel lungo periodo, è proprio quello di fornire copertura (come conseguenza dell’immunità di gregge) anche a queste persone. Ecco, ogni vaccinato, se proprio deve preoccuparsi, si preoccupi di questo, perché questa gente vota, e poi ci troviamo chi al Senato approva il cornoletame a spese di tutti.

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Fonte e approfondimenti
– Risk of clinical sequelae after the acute phase of SARS-CoV-2 infection: retrospective cohort study; BMJ 2021;373:n1098
– https://www.nature.com/articles/s41591-021-01433-3
– https://spiral.imperial.ac.uk:8443/handle/10044/1/89844

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