Chetoni esogeni: la truffa che mancava adesso c’è!

Prima di rispondere a questa nuova moda, occorre comprendere di cosa si tratta, cosa sono cioè i corpi chetonici, e quindi i chetoni esogeni. Si tratta fondamentalmente di 3 prodotti che vanno sotto il nome di acetoacetato, D-β-idrossibutirrato e acetone che il corpo produce (nel fegato) in condizioni di digiuno o in marcata assenza di carboidrati.
In queste circostanze il metabolismo dei grassi diviene “meno performante”, restituendo questi metaboliti che, in condizioni particolari, forniscono un supporto energetico anche alle strutture nervose (normalmente alimentate a glucosio).

Una grande presenza di corpi chetonici (come nel caso di diabetici non trattati) può determinare chetoacidosi che può condurre al coma chetonico o alla morte. Ovviamente chetosi e chetoacidosi non sono la stessa cosa, e un soggetto NON diabetico non dovrebbe giungere a chetoacidosi grazie ai fisiologici sistemi di cui dispone l’uomo. I livelli di chetoni nel sangue si misurano in ogni caso per mezzo della chetonemia.

Tuttavia l’incremento mediante integratori, alterando marcatamente il normale bilancio e metabolismo degli acidi grassi, può sia “ridurre” la betaossidazione del grasso corporeo (processo di impiego dei grassi), che provocare un aumento non più controllato di chetoni, ossia la chetonemia, si innesca quindi un meccanismo di “difesa” che produce l’opposto delle aspettative e inizia a presentare potenziali effetti avversi.

La moda del momento, i chetoni esogeni, parte dall’idea invece di poter massimizzare l’uso dei grassi e quindi dimagrire meglio e prima, e magari mimare gli effetti delle diete chetogeniche. Senza dilungarsi su queste ultime (che andrebbero usate solo in condizioni molto particolari e sotto controllo medico), non è neppure detto che la presenza di chetoni possa ricalcarne gli effetti, poichè (ribadisco, senza entrare nel merito), se è vero che le diete chetogneniche producono un effetto, non è ancora risaputo con certezza se questo sia la diretta conseguenza dei chetoni circolanti, o piuttosto un mix di eventi inclusa la cascata di reazioni che porta alla loro produzione. Non secondario è anche determinare correttamente la quota di chetonemia ottimale per gli effetti attesi (attesi non significa che si verificheranno), e anche l’arco temporale per il quale mantenerla. Dato che si gioca col rischio di chetoacidosi non è un parametro che possa essere lasciato al fai da te, tanto più che non si tratta di chetosi indotta da dieta chetogenica ma della compresenza di chetoni esogeni in una alimentazione anche glucidica, elemento che compromette l’equilibrio fisiologico e più facilmente espone a rischi.

Tornando al dimagrimento però, vera leva motrice dei chetoni esogeni (e non solo) in realtà questo è legato al bilancio energetico totale, i geni incompresi che continuano a ripetere che le Kcal non contano, dovrebbero produrre qualche ricerca in cui soggetti sottoposti a qualsiasi regime alimentare ipercalorico siano dimagriti. In ogni caso l’ossidazione di un maggiore quantitativo di grassi in una dieta in cui questi prevalgono, è solo dovuta a una loro maggiore presenza (l’organismo usa quel che ha).
Chetoni esogeni, come diete chetogeniche e low carb, (al netto di possibili problemi per la salute), non determinano un migliore dimagrimento ma creano semmai una situazione opposta. Bassi livelli di glicogeno epatico limitano la conversione di ormoni tiroidei T4 in T3, riducendo la termogenesi (vero elemento di vantaggio che ha fatto nascere il mito del “metabolismo veloce“).

In altri termini la riduzione dei carboidrati (e del loro metabolismo) riduce anche i cosiddetti “cicli futili” (azione sulle proteine disaccoppianti), compromette maggiormente la massa muscolare, non fornisce gli stimoli anabolici tipici della “saturazione” muscolare di glicogeno, e tanto altro ancora che è l’opposto di quello che ogni sportivo vorrebbe.

Infine, l’idea del controllo dell’appetito (oltre che soggettiva) la si ottiene anche semplicemente con cibi che determinano calma insulinica (es. i legumi), e non con il solito integratore che, per altro, fornisce anche calorie aggiuntive.
Ora lo sapete, a voi la scelta.

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6 Commenti

  1. Avatar

    Immagino ne sappia più di Kenneth Ford,ricercatore della Nasa e scopritore del sistema.

    • Pierluigi De Pascalis

      Immagino che lei non abbia mai studiato biochimica e fisiologia. Provi a farlo, la sua vita migliorerà.

  2. Avatar

    Non mi azzardo a commentare nominando scienzati e medici che studiano questo nuovo approccio altrimenti, non avendo titoli, farei la stessa fine di Elena che ha commentato in precedenza, ovvero un incitazione a prendere qualche laurea per poter migliorare la mia “povera” vita…
    Ma dato che anche noi poveri mortali vorremmo una vita migliore, se possibile senza passare per lauree e titoli accademici come i suoi, può darci qualche DATO oggettivo e reale, o studi sperimentati su cui poter fare una valutazione e scegliere se la sua teoria sull’inutilità dei chetoni esogeni è veritiera, oppure una bella ipotesi priva di prove e, quindi, a valore 0, come tutte le teorie?

    • Pierluigi De Pascalis

      Il problema dello studio talvolta non è correlato solo alla conoscenza delle cose, ma anche alla procedura di validazione delle affermazioni. Facciamo un esempio banale (non me ne voglia).

      Da domani inizio a vendere la sabbia di fiume spacciandola come rimedio per il sovrappeso. Se qualcuno mi dice che è una truffa, non sono io a dover pretendere lo studio che dimostra che sia tale, ma devo semmai produrre lo studio che ne dimostra l’efficacia.

      Ad oggi studi che dimostrino l’efficacia dei chetoni esogeni non ce ne sono, non nei termini con i quali vengono promossi.

      Se vuol sapere perché probabilmente MAI ve ne saranno, lei può comprare qualsiasi testo (a sua scelta, così non sembra pilotato) di fisiologia applicata allo sport o di fisiologia della nutrizione. Studiandolo in autonomia potrà comprendere meglio i processi che ho riassunto nell’articolo.

      Eviterà inoltre di cadere vittima di altri tranelli del marketing.

      Mi faccia poi sapere se il consiglio le è stato utile.

      PS.: se per caso avesse la tentazione di rispondermi con qualche link a pubmed, si accerti della bontà dello studio e della potenza statistica, perché su pubmed trova anche articoli che parlano delle calorie usate da babbo natale (non è una battuta) puó verificare da qui https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29313101

  3. Avatar

    Simpatico il dottore.
    Mi dice se in medicina è esistito qualche farmaco che da qualche mese è stato tolto dal mercato perché cancerogeno?
    Nonostante avesse superato numerosi studi.
    Studi sui ketoni esogeni vi sono,sono anche piuttosto lunghi,che testimoniano,che aumentano la lucidità,che aumentano l energia,e resistenza e riducono il senso di fame.
    Certamente non fanno dimagrire a prescindere,ma aiutano molto.
    Tra poco usciranno studi sulle patologie e forse sobbalzera’ qualcuno dalla sedia.
    Il marketing su come vengono venduti è solo un modo,come lo è la pubblicità massiva fatta in questi giorni di quarantena su farmaci,integratori alimentari ect ect.
    Di ingannevole vi è molto di più di quello che sta succedendo per i ketoni esogeni,che hanno dietro scienziati che non hanno nulla da invidiare a lei o qualche altro collega,quindi si ridimensioni.

    • Pierluigi De Pascalis

      La mia simpatia è irrilevante, sia usata in senso ironico che come captatio benevolentiae. Irrilevante anche il discorso dei farmaci eventualmente ritirati perchè cancerogeni (la notizia come da lei riportata è assolutamente errata, si studi bene cosa è accaduto alla Ranitidina, ma per sua cultura personale e per evitar errori in futuro). Qui occorre restare in topic, altrimenti poi so già che si tende a degenerare. Quindi per eventuali repliche non andiamo oltre il tema, che già presenta una sua complessità.

      Gli studi cui lei fa riferimento soffrono del problema che ho già indicato all’altro commento (legga la replica a Daniele D’Aversa), inoltre non indicano i livelli da raggiungere (ma solo per indicare una delle tante falle), sono pertanto inutilizzabili.

      Quando dice “aiutano molto”, in ambito scientifico questa unità di misura non esiste, riprovi con una appartenente al SI.

      Il resto del commento è una serie sconnessa di elucubrazioni, ripeto questo non è FaceBook, parli in modo scientifico e avrà risposte scientifiche.

      Volentieri mi ridimensionerò, ma serve prima che lei dimostri le ragioni per le quali debba farlo, cosa che non ha fatto.

      Si prenda le settimane che le servono per capire ogni passaggio di questa replica, che ho volutamente scritto in forma ridotta per agevolarla.

      Ben lieto di leggere dati (non link), se vorrà fornirli e se scritti di suo pugno, per tutto il resto (ripeto) questo non è il luogo.

      Mi stia bene.

      PS io mi firmo con nome e cognome, non si vergogni di mettere anche i suoi.


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