Approvata in Italia la tassa sull’IMC

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L’Italia è il primo Paese europeo a introdurre la nuova tassa sull’IMC, dall’intervista al ministro che l’ha fortemente voluta la spiegazione delle ragioni che hanno portato alla sua introduzione e il meccanismo per calcolarla.

In Italia il sistema contributivo – dice il Ministro – si basa sul reddito dei cittadini, chi ha un reddito maggiore paga importi gradualmente maggiori. Ci è sembrato giusto inserire questa nuova tassa in modo tale che anche i cittadini che obbligano lo Stato a spendere una cifra maggiore per la loro salute paghino in proporzione una maggiore quantità di tasse, il metodo serve a introdurre un principio di equità, secondo cui a pagare di più non siano solo coloro che guadagnano di più, ma anche quelli che, col loro comportamento, accrescono le spese che lo Stato sostiene.

E’ noto a tutti chiarisce ancora il Ministro che chi conduce una vita sedentaria, si alimenta male e quindi ha una condizione di forte sovrappeso, ha una maggiore probabilità di ammalarsi o di avere gravi ripercussioni cardiocircolatorie, costringendo il servizio sanitario a sostenere spese elevatissime a causa di uno stile di vita errato. Ci è sembrato giusto far pagare di più a chi grava maggiormente sulle finanze pubbliche e quindi, in fin dei conti, sugli altri cittadini.

La tassa sarà applicata in virtù del grado di rischio dato dal sovrappeso calcolato secondo la formula dell’Indice di Massa Corporea (IMC per l’appunto). Maggiore risulterà essere l’IMC e maggiore sarà l’importo da versare.

Calcolare quanto dovuto è semplicissimo, basta individuare il proprio IMC dividendo il proprio Peso in Kg per la propria statura in metri al quadrato. Ad esempio una persona di 1,70 metri con un peso di 80Kg avrà un IMC di 80/(1,70×1,70)=27,6.

Tutti coloro i quali hanno un IMC inferiore a 25 saranno esonerati dal pagamento. Gli altri dovranno pagare un importo pari a:

(IMC x 100) / (età/10)= €
Il principio è quello di far pagare non solo in base all’IMC ma anche in base all’età del soggetto, in modo tale che chi è in sovrappeso ed è giovane dovrà pagare di più rispetto ad un anziano, poichè avrà più tempo utile per ammalarsi e meno scuse per iniziare una attività fisica.

Seguendo il precedente esempio, un soggetto alto 1,70m e con un peso di 80Kg, quindi con IMC pari a 27,6 avente 30 anni di età dovrà pagare ogni anno:

(27,6×100)/(30/10)=920 euro
ma ne avrebbe pagati “solo” 345 euro se avesse avuto 80 anni.

Saranno ovviamente esentati coloro i quali hanno problemi di natura ormonale dietro presentazione di certificato medico e quelli con elevata massa muscolare che saranno sottoposti a plicometria presso le ASL del proprio distretto sanitario.

Si preannunciano gravi sanzioni per chi non dovesse adempiere entro il 16 ottobre di ciascun anno a partire dall’anno in corso.

Tranquilli la tassa sopra descritta non è davvero entrata in vigore e probabilmente non accadrà mai, ma siamo un Paese dove serve una multa per poterci salvare la vita con l’obbligo di un casco o di una cintura di sicurezza allacciata, un divieto (e un’altra multa) per tutelare i non fumatori nei luoghi pubblici, siamo refrattari ad intraprendere uno stile di vita che non sia autolesionista e (forse) solo una tassa potrebbe avere qualche effetto, non già per punire chi è sedentario, ma per salvarlo da se stesso!

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